Ashtanga Yoga e non solo: e tu di che Yoga sei?

Ashtanga Yoga, Vinyasa Yoga, Hatha Yoga… ma quanti tipi di Yoga esistono? Chi si avvicina per la prima volta alla disciplina potrà in un primo momento restare frastornato dalle tante “specializzazioni” che propongono le diverse scuole. Davanti ad un così elevato numero di classificazioni la domanda che tormenterà un allievo principiante sarà: «Quale tipo di Yoga è più adatto a me?».

Non c’è assolutamente da disperare. Ogni stile presenta piccole differenze, ma l’obiettivo finale resta il medesimo: trovare il giusto equilibrio tra la nostra mente ed il corpo godendo dei tanti benefici indotti dall’Ashtanga Yoga e dalle altre versioni.

L’Ashtanga Yoga e i suoi “fratelli”: un’origine comune

Cerchiamo di diradare la nebbia che avvolge alcuni stili di yoga e cerchiamo di capire i motivi della diffusione di così tante varianti. Esiste un punto di partenza comune, ovvero lo Yoga Sutri. Si tratta di un libro antico tramandato nei secoli e scritto da Pantajali, una figura per certi versi mistica di cui non si sa molto sulle sue origini (c’è chi dice che sia caduta dal cielo sotto forma di serpente per insegnare Yoga all’umanità).

L’opera si compone di 196 aforismi suddivisi in 4 volumi, ognuno dei quali svela aspetti fondamentali su quella filosofia di vita chiamata Yoga:

  • il primo riguarda l’illuminazione;
  • il secondo contiene le istruzioni per la pratica dello Yoga;
  • il terzo riguarda la progressione alla pratica;
  • l’ultimo racconta della “liberazione” raggiungibile attraverso la disciplina.

L’Ashtanga Yoga, così come tutti gli altri stili, attingono a piene mani dai principi sviluppati da Pantajali. Oltre a questo “libro sacro” un altro punto di contatto tra le varie scuole è rappresentato dallo Hatha Yoga.

yoga sutri

Che cos’è l’Hatha Yoga?

L’Hatha Yoga è la prima scuola di cui si ha conoscenza nella storia. Appartenente ad una branchia del tantrismo, le sue origini sono antichissime e risalgono addirittura al XII secolo. Il fondatore fu Swami Goraknath, che secondo la leggenda sarebbe una manifestazione terrena del Dio Shiva.

Aldilà dell’atmosfera mitologica che aleggia intorno all’Hatha Yoga, questo stile si basa sull’esecuzione degli asana e sulle tecniche di respiro del Pranayama. L’aspetto fisico è quindi una componente essenziale della pratica e per tale motivo l’Hatha Yoga viene considerato il “papà” di tutti gli stili di Yoga moderni.

Perché esistono oggi così tanti stili di Yoga? La risposta è piuttosto semplice. A partire dal secolo scorso l’India, la culla della disciplina, si è aperta all’occidente. I maestri hanno iniziato ad avere sempre una maggiore fama e così hanno adattato i propri insegnamenti, rendendoli più comprensibili, al nuovo pubblico europeo ed americano.

Qual è la differenza tra Ashtanga Yoga e Vinyasa Yoga?

Come sottolineavamo qualche riga più su le differenze tra stili sono a volte molto sottili. Nella nostra piccola oasi di Villa Antonina pratichiamo l’Ashtanga Yoga, il quale viene spesso accomunato e confuso con il Vinyasa Yoga. Tutto ciò accade perché gli aspetti in comune tra le due versioni sono molti. A volte si sente addirittura parlare di Ashtanga Vinyasa Yoga. Per quale motivo?

Facciamo un passo alla volta per comprendere meglio. L’Ashtanga Yoga fu reso celebre nel mondo dallo yogi Pattabi Jois: il suo metodo di insegnamento si basava su sei serie di posizioni – o per meglio dire asana – di difficoltà crescente. Ogni sequenza dell’Ashtanga Yoga si basa su una respirazione sincronizzata con il movimento del corpo. Indovina un po’ come si chiama questo movimento? Vinyasa!

Il movimento del corpo sincronizzato al respiro aiuta il praticante a distogliere la mente dai pensieri abituali arrivando a raggiungere un nuovo livello di consapevolezza di se stesso. Nelle esecuzioni delle serie dell’Ashtanga Yoga il Vinyasa si unisce ai Bandha, ovvero le contrazioni di muscoli volontarie che aiutano a canalizzare e ad utilizzare al meglio l’energia vitale del prana.

In sostanza, non esiste una scuola riconosciuta di Vinyasa Yoga, ma piuttosto differenti stili di Yoga che adottano il principio del respiro coordinato al movimento. Partendo da questo presupposto possiamo affermare che l’Ashtanga Yoga è sempre basato sul Vinyasa, ma non tutti i tipi di Vinyasa yoga possono essere posti sotto lo stesso tetto dell’Ashtanga. Ad esempio, le forme di Yoga post moderno come il Power Yoga o il Core Strenght Vinyasa Yoga si fondano sulla sincronizzazione di respiro e movimento, ma rifiutano la staticità tipica di certi asana dell’Ashtanga.

Gli altri stili di Yoga

Gli stili di Yoga non finiscono certamente qui, anzi sarebbe necessario scrivere un’enciclopedia per elencarli tutti. Diamo allora una rapida occhiata ad alcuni dei “fratelli minori” dell’Ashtanga Yoga.

Lyengar Yoga

Adatto ai neofiti e principianti, il Lyengar Yoga si caratterizza per il suo ritmo lento che si basa sull’allineamento degli arti che garantiscono la correttezza anatomica durante l’esecuzione.

Kundalini Yoga

Nel Kundalini Yoga l’aspetto spirituale è dominante. Nonostante l’utilizzo degli asana di base è incentrato soprattutto sulla meditazione alternata anche a canti e mantra.

Anusara Yoga

L’Anusara Yoga può essere classificato come una tecnica dinamica. A livello di difficoltà si inserisce tra il Lyengar Yoga e l’Ashtanga Yoga. Anche questa versione si sofferma sulla correttezza anatomica delle posizioni.

Bikram Yoga

Decisamente il Bikram Yoga è una delle pratiche più particolari: viene eseguito in una stanza riscaldata a 40 gradi per far sì che i muscoli si allunghino naturalmente. Non a caso viene chiamato anche “Hot Yoga”. Si basa esclusivamente su 26 posizioni ed è ottimo per chi vuole detossinarsi.

L’importanza dello Yogi

I diversi stili di Yoga, come già sottolineato in apertura di questo articolo, hanno un orizzonte comune: raggiungere l’equilibrio tra il corpo e la mente riscoprendo le potenzialità inespresse del proprio “Io” attraverso nuove prospettive. Per riuscire in tale intento è però fondamentale seguire gli insegnamenti del giusto yogi, capace di infondere passione e condividere tutta la sua esperienza.

Sotto la Shala di Villa Antonina ospitiamo i migliori maestri per permetterti di avvicinarti al meraviglioso mondo dell’Ashtanga Yoga. Nelle ultime settimane sono arrivati a regalarci esperienze fantastiche yogi del calibro di Susanna Finocchi, insegnante di secondo livello e fondatrice dell’Ashtanga Yoga Copenaghen, e Gabriele Severini, uno dei principali esperti italiani di Pranayama.

Lo spettacolo dell’Ashtanga a Villa antonina continua: a breve andrà in scena un nuovo retreat con Laruga Glaser e il suo compagno di vita David Fredriksson. Scopri tutti i prossimi eventi sul nostro sito!

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